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giovedì 26 novembre 2015

60 anni di Formia "in treno è più comodo..."


Viale Pietro Mennea
Lia, Deanna, Nicola, Eddy, gli amici

Mitico dottor Ernesto Pimpinella


Lia, la più bella del reame



Mario e Gianni Di Nucci, il dna non è indispensabile...

Il Professor Carlo Vittori attorniato dai giornalisti



Piazza delle medaglie d'oro

il retro delle targhe


Partenza domenica e rientro lunedì. 1800Km in due giorni forse è meglio farli in treno, con Italo e Freccia rossa una pacchia, in 4 ore Roma Torino...

Aggiudicato, per una volta si parte in treno, si arriva freschi e si rientra ad Aosta pronti a continuare la routine solita.
Il viaggio di andata ha rispecchiato il programma, quello di ritorno un pò meno.
Partenza da Formia con 30' di ritardo, tranquilli si recupera, forse.
Nessun recupero, siamo nell'ultima carrozza attraversiamo 150m di treno con trolley da alzare ogni momento per superare gli ostacoli umani che incontriamo sul percorso,  per portarci in testa al treno e sperare di prendere al volo la coincidenza per Torino. Il treno lo vediamo in movimento, impossibile raggiungerlo. Piccolo problema il cellulare è rimasto sul treno, naturalmente nell'ultima carrozza. Corsa per recuperarlo e come previsto, nessuna traccia. Proviamo a chiamarlo con l'altro telefono, ma non è raggiungibile.
Andiamo a vedere se qualche anima pia lo ha trovato e portato nell'ufficio degli oggetti smarriti, per scoprire che non esiste questo ufficio nella stazione termini.
Ci spostiamo all'assistenza per vedere di cambiare il biglietto dove ci sostituiscono il viaggio di Torino con quello di Milano con cambio con un regionale per Torino. Mancano solo tre minuti alla partenza corriamo come non ci era più capitato dal '68, e vediamo anche questo treno che se ne va...
Torniamo all'assistenza dove ci trovano un'altra soluzione, partenza a mezzanotte e 11' e arrivo a torino alle 8.01, ci rassegniamo anche se alle 11 avremmo dovuto essere già a Torino secondo il programma. Ci consegnano un buono pasto per Chef Express e ci avviamo verso il ristorante quando arriva la chiamata del figlio dell'ex ferroviere ottantenne che aveva trovato il nostro cellulare ma incapace di utilizzarlo, che ci invita a prendere la metropolitana fino al capolinea alla fermata dell'Agnanina per riconsegnarcelo. Grande gioia per aver recuperato il telefonino, e soprattutto per aver incontrato persone oneste.
Torniamo alla stazione termini, ceniamo con molta calma per far passare il tempo, la mezzanotte è ancora lontana. Assorbiti dalla lettura ci isoliamo da tutto finchè un addetto alle pulizie del locale ci richiama alla realtà facendoci notare che sono già state chiuse le serrande e noi siamo dentro col personale che fa la chiusura, ci riaprono e siamo all'aperto. Non ci resta che la sala d'aspetto.
Almeno è calda. La sorpresa sta per arrivare, a mezzanotte in punto ci fanno uscire, la sala d'aspetto chiude, peccato che il nostro treno parta con 50' minuti di ritardo, che i bar siano tutti chiusi, che faccia un freddo boia, che piova e che le panchine siano occupate dai barboni... incontro con il terzo mondo...
Finalmente arriva il treno e fortunatamente troviamo due cuccette, almeno possiamo sdraiarci. Dormire? Non esageriamo, coricarsi sì. naturalmente noi abbiamo lasciato la macchina a Porta Susa e arriviamo a Porta Nuova. Taxi e finalmente in macchina verso casa.
E' proprio vero altro che la macchina il treno è proprio comodo...
Questo è stato il viaggio, ma a Formia per il sessantesimo anniversario ci siamo stati e siamo stati benissimo e ne è valsa la pena.
Di tutti i presenti penso che solo Deanna Placanica e io abbiamo un ricordo della nascita di Formia, io ho le foto con mio papà nella scuola nell'estate del 1956 e Deanna dall'inaugurzione del 1955, nessun altro dei presenti può vantare una frequentazione di così lunga data...
Siamo arrivati alle 4 del pomeriggio di sabato accolti dai nostri amici Lia e Nicola, Deanna e Ernesto. Lia e Nicola ci hanno messo a disposizione una reggia che domina il golfo di Gaeta e una meravigliosa cena al Gatto e la Volpe. La domenica mattina sono state scoperte la Targa che indica Viale Pietro Mennea da Sara Simeoni, il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e la targa di Piazza delle Medaglie d'Oro. Che bello rivedere un sacco di amici, che negli anni 70/80/90 stavano a formia e che non vedevo da tanto perchè non si occupano più di atletica. Piacevole, ma decisamente meno emozionante incontrare quelli che vedo praticamente tutto l'anno alle gare. Che bella Formia, un pezzo del mio cuore è lì da 59 anni...
A Eddy hanno consegnato le chiavi della città e la cittadinanza onoraria e io ne sono un pochino gelosa perchè Formia è anche mia...



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