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lunedì 18 aprile 2016

Grande vittoria di Francesca Canepa nelle 100 miles of Croazia


Dopo la gara gli onori sono tutti per Francesca

Francesca in gara

Arrivata!!!
Francesca Canepa è la più forte! Regge alla grande vincendo il super trail delle 100 miles di Croazia. E' scontato fisicamente e psicologicamente è grande.

Queste sono le sue dichiarazioni post gara

100 Miles of Istria
Race Moments
Nell'ordine, intervista pre gara, sembro un fiore ma in verità me la facevo sotto.
Piena azione, già meglio.
Ristoro al 89 km con baffi allo yogurt, perché mangiare...è tutto!

La gara è stata come minimo interessante. Sulla carta la concorrenza era inquietante e come spesso accade, con la mia lieve inclinazione a darmi per spacciata non ero affatto certa di riuscire a gestire le cose.
Concordiamo con renato di partire con calma, senza guardare nessuno ed eventualmente lasciare andare.
Infatti esco per prima, arrivo al 17 per prima e già mi vorrei sparare. Uscire per prima in questi casi non va mai bene, secondo me. In pratica hai la sensazione di scappare, che poi si concretizza quando renato chiama dopo soli 2 minuti.
Nel giro di altri 10 mi passano tutte e 3.
Ma ecco, proprio in questo, il primo segnale della svolta.
Mi resetto sull'opportunità che ho di studiare le avversarie. Posso vedere come si muovono.
Quello che vedo mi piace: in discesa vado di più io. Forse...aveva ragione Renato, la forza creata da qualche parte doveva pur saltar fuori.
Fatto sta che dopo un tratto comunque eterno e di quelli che odio, con solo una traccia in mezzo a zolle e sassi, inizio a volermi ritirare. In salita proprio non ci siamo, ho freddo e sta scendendo la notte.
Forse odio anche la notte.
Odio tutto.
Ma poi il sentiero cambia, salta fuori un bel single e il mio cervello passa in modalità goduria: scendiamo, inizio a contare le luci che passo... Di nuovo all'attacco, arrivo al ristoro 42 con Julia.
Ora inizia un bel trattone da correre e via, passo e non mi chiedo neanche più se è per quanto riuscirò a stare davanti.
Me lo sta dicendo il corpo.
Per una volta quello che sento contare non è neanche più se sto davanti o dietro, è la meraviglia di sentirmi leggera e luminosa.
Così, avanza la notte, a ogni nuovo punto Renato mi aggiorna sui distacchi, che aumentano, incoraggiante.
La venuta del giorno, quello vero, non l'alba, quello da 30 gradi, inizia però a mettere alla prova il mio ottimismo e la mia voglia di lottare.
Pensieri prevalenti: voglio una doccia, un letto, il resto chissenefrega. E poi come faccio a finire sta roba, mi hanno cambiato l'ultima parte di gara che da scorrevole come una 100 è diventata di una ferocia insostenibile.
Salite come muri, discese del medesimo genere con l'aggravante di essere tutte con pietre.
Un inferno.
Ma... Che diavolo, sono qui per questo, scambierò mica una doccia con la felicità di un nastro attraversato per la vittoria??
Renato mi rassicura, a 13 km dalla fine la sua missione è solo farmeli fare contenendo i danni che il mio cervello rinunciatario potrebbe causare.
Umag. Sono arrivata.
Siamo arrivati. 

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